DEPURATORE DI LONATE, DA “PECORA NERA” A ESEMPIO VIRTUOSO

Svariati interventi di varia natura hanno permesso ad Alfa, in pochi anni, di migliorarne le performance permettendo, dopo anni di inefficienza, di rispettare tutti i parametri di Legge per lo scarico
Debora Banfi

Debora Banfi

L’acqua che esce dal depuratore di Sant’Antonino? Di ottima qualità, tanto che da poterci irrigare i campi e allevare i pesci. E non stiamo esagerando.

Dopo anni di problemi, sospetti e messa all’indice, il quarto impianto della Lombardia per dimensioni può finalmente vantare non solo il rispetto di tutti i parametri di Legge per lo scarico, ma anche qualche bel progetto legato alla qualità dell’acqua che restituisce quotidianamente all’ambiente.

IL LAVORO DI ALFA

Dal 2020, primo anno di gestione Alfa, sono stati molteplici gli interventi eseguiti per migliorarne le performance, sia sotto il profilo gestionale che dei dispositivi utilizzati nel processo depurativo. Non c’è sezione dell’impianto che non sia stata interessata dall’ammodernamento e i risultati sono arrivati.

Come anticipato, il depuratore ora restituisce all’ambiente acqua di qualità adatta all’irrigazione delle colture, e a breve sarà avviato un interessante progetto legato al ripopolamento ittico. Ma di questo parleremo prossimamente…

Nella foto, da sinistra: Annalisa Berni, Responsabile acque reflue, Alfa; Edoardo Simoncini, Plant Manager impianto SAT, Alfa

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PERICOLO ALLUVIONI

ALFA NON RISCHIA PIÙ

Ascolta l’intervista a Chiara Cosco, Responsabile Rilievi, Modelli e Invarianza idraulica di Alfa; e a Filippo Palo, della Flow Science Mediterranea.

Tanti auguri di

Buona Pasqua

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