Caldo e piovoso. Non servono giri di parole per descrivere l’inizio del 2024. Con un febbraio dalle temperature più alte di sempre (da che il dato è monitorato) insieme a piogge consistenti, quasi pari per quantità a tutte le precipitazioni del siccitoso 2022.
Ma quali sono i riflessi diretti della tanta pioggia caduta sulle fonti d’approvvigionamento d’acqua potabile? Difficile dare una risposta che valga per tutto il territorio provinciale, ma alcuni esempi possono aiutare a dare una risposta.
Nei grafici che vedete di seguito, sono indicati gli effetti delle piogge di febbraio su sorgenti e pozzi gestiti da Alfa, la società pubblica che si occupa del Servizio Idrico Integrato in provincia di Varese.



Come si vede, i tempi coi quali si “ricaricano” i due diversi tipi di fonte d’approvvigionamento sono diversi, con le sorgenti che risentono in tempi più brevi delle piogge (a volte in poche ore), mentre gli stessi tempi si allungano per le falde. Se si tratta della fascia di “prima falda”, quella più superficiale, in genere questo avviene in pochi giorni, mentre occorrono a volte settimane o addirittura mesi per le falde più profonde.
Oltre all’intensità delle piogge, influiscono su tempi di riempimento anche le caratteristiche morfologiche del terreno su cui insistono sorgenti e falde, per cui una generalizzazione è pressoché impossibile.
Quello che su può sicuramente dire è che l’inizio dell’anno promette bene per quanto riguarda le precipitazioni, ma non inverte la tendenza preoccupante degli ultimi decenni per quel che riguarda i cambiamenti climatici: temperature medie sempre più elevate e precipitazioni spesso di intensità inusuale per la stagione.
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