PRESEPI SOMMERSI, QUANDO IL LAGO CUSTODISCE IL NATALE

Un reportage dai fondali, un suggestivo racconto dal punto di vista più insolito per svelarvi l’emozionante magia della Natività
Marco Corso

Marco Corso

Debora Banfi

Debora Banfi

Scendere sott’acqua per raccontare il Natale significa cambiare il punto di vista: sotto pochi metri dalla superficie, lontano dal rumore delle feste e dalle luci delle città, la Natività prende forma, stupisce, emoziona.  

È fatta di statue immobili, di fasci di luce che fendono il buio e di un silenzio profondo, interrotto solo dal respiro dei sub. È il mondo dei presepi sommersi, una tradizione che sui laghi del Varesotto e nella vicina Svizzera continua a rinnovarsi, anno dopo anno.

L’IMMERSIONE
Per raccontarlo da vicino, siamo ovviamente scesi sott’acqua. Insieme a Elisa Bacchetti, esperta sub, abbiamo vissuto un’esperienza unica, che restituisce tutta la forza simbolica di questi presepi e che trasforma i laghi in suggestivi luoghi di contemplazione.

DOVE?
A Laveno Mombello, sul Lago Maggiore, il presepe sommerso è ormai un appuntamento consolidato del Natale. Le statue, immerse e illuminate, sono visibili dalla riva, ma è solo sott’acqua che se ne coglie pienamente l’impatto: le figure emergono lentamente dall’oscurità, sospese in una dimensione senza tempo, in dialogo diretto con l’ambiente naturale.

Sul Ceresio, a Porto Ceresio, la Natività si inserisce nel cuore del borgo lacustre. Posata a pochi metri dalla riva, accompagna la passeggiata natalizia e diventa parte integrante del paesaggio urbano e naturale. Dal fondale, il presepe appare come un punto di equilibrio tra uomo e lago, tra tradizione e rispetto dell’ambiente.

A Lugano, infine, il presepe sommerso ha fatto da cornice a una grande manifestazione cittadina. L’accensione ha richiamato anche quest’anno un gremito pubblico sul lungolago, tra luci, eventi e atmosfere natalizie. Sotto la superficie, invece, tutto rimane immobile: un contrasto che rafforza il valore simbolico di questa tradizione.

Tre luoghi, tre storie, un unico elemento comune: l’acqua come custode di significati, memoria e identità. I presepi sommersi raccontano un Natale diverso, che si lascia scoprire e che invita a guardare il lago non solo come paesaggio, ma come spazio culturale e condiviso.

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