L’Italia sta vivendo un inverno dal “sapore antico”, con gelate intense e diffuse che riportano la memoria a stagioni fredde ormai sempre più rare. Secondo il Colonnello Mario Giuliacci, meteorologo e divulgatore scientifico, condizioni di questo tipo non si registravano da almeno 10-15 anni su scala nazionale.
“Una stagione così rigida non si viveva in Italia da circa 10-15 anni“, spiega Giuliacci. “Gli ultimi precedenti davvero comparabili risalgono all’inverno 2011-2012, che resta il grande riferimento per il gelo persistente, con minime molto basse anche in pianura e per diversi giorni consecutivi sottozero”.
Un altro episodio significativo è stato quello verificatosi nel gennaio 2017, caratterizzato da temperature molto rigide, ma con una durata più breve e un’estensione territoriale inferiore rispetto alla situazione attuale.
A rendere questo inverno particolarmente significativo è una combinazione di fattori che spesso si verificava nel passato: valori minimi molto bassi anche in pianura e nelle conche interne; la persistenza del freddo per più giorni consecutivi e la presenza di un cuscinetto gelido al suolo ben strutturato, capace di mantenere temperature rigide anche durante le ore diurne.
“È proprio questa persistenza a fare la differenza“, sottolinea Giuliacci. “Non si tratta di un semplice colpo di freddo, ma di un gelo organizzato e duraturo, tipico degli inverni pre-2010, molto diverso dagli episodi brevi e intermittenti a cui ci siamo abituati negli ultimi anni”.
In sintesi, quello che l’Italia sta attraversando è un gelo “d’altri tempi”, che interrompe una lunga fase di inverni più miti e irregolari, ricordando quanto il clima possa ancora sorprendere, anche in un contesto di riscaldamento globale.



