Il futuro della meteorologia parla di sistemi basati su modelli predittivi automatizzati. Di fronte all’escalation di eventi climatici estremi, la richiesta di software di previsione più accurati ed efficienti è aumentata e l’intelligenza artificiale è stata una delle soluzioni su cui gli scienziati e gli esperti del settore hanno capito di poter contare.
L’ AI ha già inoltre dimostrato essere particolarmente efficace nel cosiddetto nowcasting delle precipitazioni, riuscendo a prevedere con estrema precisione se pioverà o nevicherà in una determinata area a distanza di poche ore.
I progressi dell’Intelligenza Artificiale renderanno presto superflua la figura del meteorologo? “Certo che no“, spiega il Colonnello Mario Giuliacci. “Anche l’intelligenza artificiale ha le sue debolezze. Essendo logicamente addestrata solo con dati meteorologici storici, non può prendere in considerazione in modo decisivo i cambiamenti climatici che sono già stati messi in moto. Gli eventi meteorologici potrebbero quindi essere sottovalutati o addirittura male interpretati. Saranno ancora necessari esperti in carne e ossa per interpretare i modelli meteorologici e – di conseguenza – per perfezionare le previsioni. L’intelligenza artificiale può quindi essere solo un aiuto, anche se molto valido. Ma il vero punto di forza è e sarà il confronto tra metodi tradizionali e metodi moderni”.
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