Aspidisca cicada, Vorticella convallaria, Acineta. Non siamo impazziti e non vogliamo proporvi qualche improbabile pozione magica. Anche se la magia, in quello che andremo a raccontarvi, un po’ c’entra lo stesso. Questi, infatti, sono i nomi di forme semplicissime di vita: i protozoi. Si tratta di organismi unicellulari che, insieme a tantissimi altri microrganismi, rendono possibile (quasi come per magia) la depurazione dell’acqua.
Batteri, quindi, ma batteri “buoni” che svolgono un ruolo indispensabile per la pulizia delle acque reflue. Il processo biologico di depurazione si basa infatti sull’attività di microorganismi di vario tipo (batteri principalmente, ma non solo) volta alla decomposizione di composti organici.
Insomma, è proprio l’attività di una popolazione di microrganismi che si nutre di sostanze inquinanti, nei fatti, a depurare il liquame. Ma chi si occupa di tale processo, cercando di renderlo più efficace ed efficiente? Gli ingegneri processisti.
Sono loro infatti che, studiando i batteri, propongono soluzioni innovative in un’ottica di efficienza ed efficacia.
Citiamo, ad esempio, l’installazione di una sonda per misurare la quantità di fosforo in uscita al depuratore di Sant’Antonino, a Lonate Pozzolo. Il controllo in tempo reale di questo parametro, infatti, permette oggi di controllare il dosaggio del defosfatante, adeguando alla reale necessità il suo utilizzo.
Alfa, nei fatti, è riuscita così a tagliare del 40 percento il costo del prodotto, con un risparmio di circa 100mila euro in neanche tre mesi.



