LA “TRUFFA” DELLE MONETE CONIATE A MACCAGNO

Nel 1600 Maccagno divenne famosa per poter coniare moneta. Ma la storia presto prese una piega "imprevista"
Alfa Varese

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Sapevate che a 𝐌𝐚𝐜𝐜𝐚𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐢 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐯𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞? Nel 𝟏𝟔𝟐𝟐 il conte Giacomo III Mandelli ottenne dall’imperatore Ferdinando II d’Asburgo il privilegio di 𝐜𝐨𝐧𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐞 “𝐛𝐨𝐧𝐚, 𝐣𝐮𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐭 𝐬𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐚”— ovvero di valore autentico.

Così 𝐧𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐥’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐳𝐞𝐜𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐚𝐠𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞, attiva per pochi decenni ma capace di lasciare un segno nella storia. Tra le mura di Maccagno si producevano ducatoni, talleri e lire… ma anche qualche 𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐚 “𝐟𝐮𝐫𝐛𝐚”, 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐨. Tanto che, per un periodo, si spostò addirittura la zecca sui Castelli di Cannero… per evitare controlli troppo curiosi!

𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐚𝐫𝐢, 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢, e un edificio affacciato sul lago, memoria di un piccolo feudo che riuscì, per un po’, a giocare alla pari con i grandi Stati europei…

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Ascolta l’intervista a Chiara Cosco, Responsabile Rilievi, Modelli e Invarianza idraulica di Alfa; e a Filippo Palo, della Flow Science Mediterranea.

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