Nel 1994 la Legge Galli rivoluzionò la gestione delle risorse idriche in Italia, ponendo le basi per un sistema più efficiente e integrato. Più di trent’anni dopo, nel 2025, il dibattito sulla governance dell’acqua è ancora acceso: tra crisi climatica e necessità di investimenti, la gestione idrica resta un tema cruciale per il futuro del Paese.
DALLA RIFORMA ALLA REALTÀ
Approvata in un periodo di profonde trasformazioni, la Legge Galli (L. 36/94) introdusse il principio del Servizio Idrico Integrato (SII), affidando la gestione dell’acqua a enti sovracomunali (gli ATO) per superare la frammentazione e migliorare l’efficienza. Inoltre, definì l’acqua come bene totalmente pubblico e sancì che il servizio dovesse essere economicamente sostenibile.
LE SFIDE DEL 2025: INVESTIMENTI E CRISI CLIMATICA
A tre decenni dall’approvazione della Legge, il settore idrico si trova oggi ad affrontare sfide nuove e più complesse. La siccità e il cambiamento climatico mettono sotto pressione le risorse idriche, con perdite nelle reti di distribuzione che, in alcune aree, superano ancora il 40%. Gli investimenti in infrastrutture restano inferiori alla media europea: secondo gli ultimi dati, in Italia si spendono circa 50 euro pro capite l’anno, contro i 100-120 di Francia e Germania.
L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha introdotto meccanismi di premialità per incentivare le aziende a ridurre le dispersioni, ma il gap infrastrutturale è ancora evidente. La recente strategia nazionale per l’acqua, sostenuta dai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e del PNIISSI (Piano Nazionale d’interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico), punta su digitalizzazione, invasi e riuso delle acque reflue, ma il percorso è ancora lungo.
IL FUTURO DELL’ACQUA IN ITALIA
Trent’anni dopo la Legge Galli il sistema idrico italiano è in bilico tra passato e futuro. Se da un lato l’integrazione e la regolamentazione hanno migliorato la gestione rispetto ai primi anni ’90, dall’altro le sfide ambientali e infrastrutturali impongono scelte rapide e strategiche.
L’INTERVISTA
A raccontarci il tortuoso percorso che portò all’approvazione e alla successiva attuazione della Legge, è proprio Giancarlo Galli che – ai nostri microfoni – non solo ripercorre la storia, ma volge lo sguardo anche al domani, tra nuove sfide e obiettivi da raggiungere.



