Dove finisce un confine, iniziano le storie. E sono proprio le storie degli uomini e delle donne che hanno vissuto la frontiera a essere protagoniste del percorso proposto dal Museo delle Dogane Svizzero, situato alle Cantine di Gandria, sulle rive del Lago di Lugano.
Ospitato all’interno di una storica caserma delle guardie di confine, il museo ripercorre un passato fatto di controlli, sequestri e ingegnosi stratagemmi messi in atto dai contrabbandieri, raccontando la quotidianità di un territorio in cui il confine ha rappresentato per lungo tempo una presenza costante e determinante.
L’esposizione va, però, oltre la storia del contrabbando. Ampio spazio è dedicato alle vicende umane che hanno attraversato queste terre, in particolare durante la Seconda guerra mondiale, quando migliaia di profughi cercarono rifugio in Svizzera. Una narrazione che non dimentica le persone respinte e deportate, né il sacrificio delle guardie di confine che persero la vita nell’esercizio del proprio dovere.
Dalle tradizionali “bricolle” utilizzate dai contrabbandieri, ai traffici illeciti contemporanei, il percorso espositivo invita a riflettere sull’evoluzione del concetto di frontiera e sul suo significato nella società di ieri e di oggi.
Più che un museo, un luogo della memoria dove il passato continua a dialogare con il presente, offrendo ai visitatori l’opportunità di comprendere una pagina fondamentale della storia del territorio insubrico.



