Forza, velocità, visione.
Sono queste le qualità che definiscono Roberto Radice, attaccante di Para Ice Hockey della Polha Varese e punto di riferimento dell’hockey su ghiaccio paralimpico italiano.
Tra i pilastri della Nazionale azzurra, Radice ha rappresentato l’Italia in tre edizioni delle Paralimpiadi Invernali:
- Vancouver 2010
- Sochi 2014
- PyeongChang 2018
Un percorso internazionale che lo ha visto protagonista anche nei Campionati Mondiali e nelle principali competizioni di hockey paralimpico.
Oggi l’obiettivo è chiaro: arrivare al massimo della forma alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, un appuntamento storico per lo sport italiano e per tutto il movimento dell’hockey su ghiaccio.
CHE SPORT!
Il Para Ice Hockey è una disciplina spettacolare e altamente competitiva. Sul ghiaccio si combinano:
- velocità esplosiva
- tecnica individuale
- visione di gioco
- spirito di squadra
È uno sport che richiede preparazione atletica, lucidità tattica e determinazione mentale. Ogni azione si sviluppa in pochi secondi, ogni contatto può cambiare l’equilibrio della partita. L’intensità è la cifra distintiva dell’hockey paralimpico.
OLTRE IL GHIACCIO: UNA STORIA DI DETERMINAZIONE
Fuori dal palazzetto, la storia di Roberto Radice racconta molto più di una carriera sportiva. È la dimostrazione di come una sfida personale possa trasformarsi in energia, passione e senso di appartenenza.
Le Paralimpiadi non sono solo competizione: sono un messaggio culturale. Parlano di talento, preparazione e resilienza. Parlano di atleti che ridefiniscono il concetto stesso di limite.
Nel percorso di Roberto non si concentra l’attenzione sugli ostacoli, ma sul coraggio.
Grazie a lui (e ai suoi compagni) possiamo cambiare il modo in cui osserviamo la disabilità e la performance.



