Molti immaginano che nelle bombole dei subacquei ci sia semplicemente aria compressa. In realtà, quando si scende in profondità, la situazione diventa molto più complessa.
Fino a determinate quote, infatti, i sub respirano aria compressa, una miscela simile a quella presente in atmosfera. Con l’aumentare della profondità, però, la pressione modifica il comportamento dei gas e rende necessario l’utilizzo dimiscele specifiche, progettate per aumentare la sicurezza dell’immersione.
Oltre i 40 metri entrano spesso in gioco combinazioni di ossigeno, azoto ed elio, dosate in modo diverso a seconda della profondità raggiunta e delle caratteristiche dell’attività subacquea. La scelta della miscela non è casuale: serve a ridurre i rischi legati agli effetti della pressione sull’organismo e a garantire una respirazione più efficace.
Sott’acqua, infatti, il corpo umano reagisce in modo molto diverso rispetto a quanto avviene in superficie. Per questo motivo la preparazione tecnica e la gestione dei gas respiratori rappresentano aspetti fondamentali per ogni immersione.
Le bombole dei sub, insomma, nascondono molta più tecnologia e ricerca di quanto si possa immaginare a prima vista.



