I temporali sono tra gli spettacoli più affascinanti della natura, ma la loro formazione segue meccanismi ben precisi. Tutto inizia quando l’aria calda e umida presente vicino al suolo sale rapidamente verso l’alto. Durante l’ascesa, l’aria si raffredda e il vapore acqueo si condensa in minuscole gocce d’acqua, dando origine alle nuvole.
Quando il processo è particolarmente intenso si sviluppano i cumulonembi, le grandi nubi temporalesche che possono raggiungere anche i 10-12 chilometri di altezza. Al loro interno si generano potenti correnti ascensionali e discensionali che favoriscono la formazione di precipitazioni abbondanti, fulmini, tuoni e, in alcuni casi, grandinate.
I fulmini sono il risultato dell’accumulo di cariche elettriche all’interno della nube, mentre il tuono è il rumore provocato dal rapido riscaldamento dell’aria attraversata dalla scarica elettrica.
Il colonnello Giuliacci ci parla di questo fenomeno tanto spettacolare quanto essenziale: i temporali rappresentano, infatti, una fase importante del ciclo dell’acqua, contribuendo a riportare al suolo l’umidità presente nell’atmosfera e a mantenere in equilibrio i processi naturali del pianeta.



